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Facebook Home presentata ufficialmente: Android si “veste” di Facebook

da TuttoAndroid

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Facebook ha appena presentato all’evento appena conclusosi la nuova Facebook Home per Android. Si tratta sostanzialmente di una nuova veste grafica di Android che sarà disponibile sul Google Play Store inizialmente solo per determinati dispositivi per ragioni di compatibilità.

Vi chiederete: niente Facebook Phone? Questo lo scopriremo in un altro nostro articolo dedicato, per cui restate ancora a seguirci.

Vogliamo costruire la migliore esperienza per ogni persona, su ogni smartphone“, così esordisce Facebook nel presentare la sua nuova Home per Android, che non rappresenta un cambiamento rivoluzionario per quanto riguarda l’interfaccia dei dispositivi Android ma, piuttosto, un nuovo modo di vedere organizzati i propri contenuti.

Si tratta, in sostanza, di un nuovo Launcher per Android che funziona a pieno schermo. Abbiamo, infatti, il full-screen su tutta l’interfaccia grazie al quale si può interagire con i propri contatti Facebook in modo diverso rispetto a prima. Il tutto sembra nativo e non sembra affatto somigliare ad Android. Tutto questo è possibile grazie ad un’applicazione chiamata Coverfeed che provvede a sovrastare il launcher e la lockscreen stock presente nei dispositivi Android dando la possibilità agli utenti di visualizzare la nuova Home e di restare aggiornati in tempo reale sui loro contenuti Facebook.

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Di quali elementi si compone la Facebook Home? Essa è composta innanzitutto dalle “Chatheads“,  “teste di chat”, ovvero da icone dalla forma circolare che contengono l’immagine di contatti con i quali vogliamo stare in comunicazione. La Chathead sarà visualizzata in rilievo in tutte le applicazioni che lanciamo dal nostro dispositivo.

Il sistema di notifiche è in pieno stile Android. Le notifiche, infatti, si presentano nella Facebook Home come se fossero nella barra delle notifiche, catalogate per amici, e possono essere eliminate tramite degli swipe verso destra o verso sinistra.

La Facebook Home sarà disponibile, almeno all’inizio, solo per gli smartphone Android di seguito elencati:

  • HTC One 
  • HTC One X+
  • HTC One X
  • Samsung Galaxy S3
  • Samsung Galaxy S4
  • Samsung Galaxy Note 2

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La Facebook Home sarà, inoltre, disponibile per i tablet ed anche per tutti gli altri dispositivi Android non riportati nell’elenco sopra descritto, anche se sarà necessario qualche mese di attesa. Nel caso in cui si abbia l’applicazione Facebook installata sul proprio dispositivo Android, l’applicazione stessa chiederà di installare la Facebook Home sul proprio dispositivo.

La disponibilità dell’applicazione sul Google Play Store si avrà il giorno 12 Aprile, come si può osservare dalla seguente immagine.

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In sostanza, come detto da Mark Zuckerberg che ha parlato durante l’evento di presentazione della Facebook Home, non è stato realizzato un cosiddetto “fork” di Android, cioè una versione di Android rivista e modificata secondo le esigenze che si desideravano, ma è stata realizzata una nuova interfaccia grafica che “propone il meglio dell’esperienza su Android“.

Non si è cercato e non si cercherà il tanto rumoreggiato “Facebook OS“, almeno per adesso. Dunque, Signore e Signori, siamo lieti di avervi presentato la Facebook Home. Naturalmente non aspettiamo altro che arrivi presto il 12 Aprile per poter effettuare una recensione approfondita e darvi tutti i possibili dettagli su questa nuova interfaccia grafica per Android.

Nel frattempo, eccovi anche il Facebook Phone tanto acclamato presentato ufficialmente durante l’evento appena conclusosi.

Windows Phone 8 morirà già a luglio 2014

Microsoft dichiara che il sistema operativo per smartphone non verrà più supportato a partire dall'anno prossimo.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 20-03-2013]

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Generalmente Microsoft è piuttosto chiara circa la durata del supporto ai propri sistemi, e Windows Phone non fa eccezione.

A differenza però del mondo dei sistemi operativi desktop, dove ci sono casi di durata eccezionale (basti pensare che Windows XP, uscito nel 2001, vedrà terminare il supporto esteso soltanto nell'aprile del 2014), l'ambiente dei sistemi mobili pare avere scadenze molto più brevi.

Stando a quanto pubblicato sul sito dell'azienda di Redmond, infatti, anche il recente Windows Phone 8 può iniziare a pensare alla pensione: il supporto principale scadrà l'8 luglio 2014, addirittura prima di quello di Windows Phone 7.8, che avrà invece termine il 9 settembre dello stesso anno.

È stato infatti stabilito che il periodo di rilascio degli aggiornamenti per ogni sistema Windows Phone duri solo 18 mesi; trascorso quel periodo si entra nella fase di "supporto esteso", il cui termine non è però ancora stato annunciato.

Se il supporto a Windows Phone 8 termina prima di quello garantito alla versione 7.8 è perché il primo ha una data di rilascio precedente (il 14 dicembre, contro il 9 febbraio).

Windows Phone 7.8, peraltro, è una sorta di "versione di ripiego" rilasciata per fornire agli utenti di Windows Phone 7 che non avevano intenzione di acquistare un nuovo dispositivo alcune delle funzioni disponibili in Windows Phone 8, dal momento che non c'è un percorso ufficiale di aggiornamento dalla versione 7 alla versione 8.

Bisogna riconoscere, d'altra parte, che un termine così vicino del supporto principale non è poi tanto strano: il mercato mobile subisce un'evoluzione e un aggiornamento rapidissimi; inoltre il periodo di 18 mesi è stato probabilmente calcolato in base al fatto che, in media, un utente cambia smartphone ogni due anni, e dunque non sembra necessario supportare una vecchia versione molto a lungo.

Samsung Galaxy S4, otto core e schermo Full HD

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 15-03-2013]

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(Fai clic sull'immagine per visualizzarla ingrandita)

Il Samsung Galaxy S4 è arrivato: con l'evento di presentazione tenuto a New York, Apple si trova di fronte un concorrente più temibile.

A una prima occhiata, il Galaxy S4 sembra la naturale evoluzione del Galaxy S3: tutte le caratteristiche hardware sono state migliorate, mentre il sistema operativo è stato portato all'ultima versione di Android, la 4.2.2 Jelly Bean.

Al cuore c'è un processore quad core a 1,9 GHz o un octa core a 1,6 GHz (la dotazione cambia a seconda dei mercati), mentre la memoria interna ammonta a 16, 32 o 64 Gbyte in base alle versioni ed è sempre espandibile tramite microSD.

Lo schermo è cresciuto ancora e ora dispone di una diagonale lunga 5 pollici: in pratica, ha raggiunto le dimensioni del primo Galaxy Note.

Realizzato con tecnologia Super AMOLED, il display offre una risoluzione pari a 1920x1080 pixel (Full HD, dunque) ed è protetto da un vetro Gorilla Glass 3.

La dotazione comprende poi fotocamera posteriore da 13 megapixel, fotocamera anteriore da 2 megapixel, connettività Wi-Fi 802.11a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.0, IR LED, LTE e l'usuale dotazione di sensori, cui sono stati aggiunti quello per la temperatura e quello per l'umidità.

Il tutto pesa 130 grammi ed è spesso 7,9 millimetri, mentre la batteria è da 2.600 mAh.

Buona parte del fascino di questo smartphone risiede nel software che Samsung ha aggiunto alla versione base di Android, tra cui il tanto anticipato controllo con lo sguardo.

La demo ha dimostrato che il Galaxy S4 è in grado di "avvertire" se l'utente sta guardando lo schermo e agire di conseguenza, per esempio fermando il video in riproduzione qualora si distolga lo sguardo.

Tra le funzionalità aggiunte da Samsung vale la pena citare la Dual View, che permette di adoperare in contemporanea le due fotocamere, anche durante le videochiamate, il "traduttore universale" S Translator, in grado di tradurre voce e testo e funzionante in offline, Samsung WatchON che adopera il sensore a infrarossi integrato per controllare altri dispositivi (televisori, set top box) e S Health per tenere traccia dello stato di salute dell'utente, anche grazie ad alcuni accessori appositi.

IL Galaxy S4 sembra dunque essere dotato di tutto ciò che la tecnologia, al momento, può offrire. Una piccola ombra può tuttavia essere data dal fatto che a poche settimane dal suo lancio arriverà sul mercato Android 5 Key Lime Pie, che renderà obsoleta la versione 4.2.2 installata su questo smartphone.

È certamente facile prevedere che Samsung lavorerà il più rapidamente possibile per dotare il proprio dispositivo di punta del nuovo sistema operativo, ma il passato dimostra che comunque occorrerà un certo tempo prima che ciò avvenga: i primi ad avere Android 5 saranno probabilmente i Nexus di Google o le offerte di Motorola, e gli altri produttori si accoderanno.

In ogni caso, le vendite dal Galaxy S4 - disponibile nelle due colorazioni Black Mist e White Frost - inizieranno in aprile in 55 Paesi, tra cui l'Italia; i prezzi non sono stati ancora annunciati, ma con ogni probabilità saranno in linea con quelli del Galaxy S III.

Installare le applicazioni Android su Windows 8 con BlueStacks

Al giorno d'oggi, senza ombra di dubbio, uno dei ruoli maggiormente importanti nella determinazione del successo di un sistema operativo, specialmente se destinato anche o solo a soluzioni mobile, è giocato dalla ricchezza del marketplace dello stesso che si misura nel numero di applicazioni che lo store è in grado di offrire all'utente.

Proprio per questo motivo una delle maggiori critiche mosse nei confronti di Microsoft a seguito del lancio del proprio Windows 8, destinato oltre che a soluzioni desktop anche ai tablet, è sicuramente quella che riguarda l'ancora esiguo numero di applicazioni ottimizzate per lo stesso OS attualmente presenti nello store della piattaforma Microsoft. Una carenza che non può non influenzare il pubblico nella scelta di un prodotto, specie se appartenente alla categoria dei tablet.

Sembra strano a dirsi ma può essere che la soluzione a questo problema giunga in qualche modo dalla concorrenza. BlueStacks, una compagnia di sviluppo software con quartier generale in Sylicon Valley, ha infatti da tempo realizzato un vero e proprio App Player in grado di far funzionare centinaia di applicazioni conenute nel Play Store di Android su piattaforme differenti come lo stesso Windows e Mac OSX.

Da poche ore inoltre è stata resa ufficialmente disponibile una nuova versione dell'App Player, specificatamente sviluppata per Windows 8 e, in particolare, per le soluzini Surface Pro di Microsoft.

 

Google prova a pensionare la password con una chiave (USB)

Per minimizzare il rischio derivante da una cattiva gestione delle password, Google pensa a una soluzione radicale: eliminare le password, al loro posto chiavi fisiche personalizzate.

Da Panorama

Se anche voi, come Matt Honan , avete avuto la sfortuna di essere stati vittime di un massiccio attacco hacker, lo avrete sperimentato sulla propria pelle: la password può essere un tallone d'Achille letale per la tua sicurezza in rete. Questo perché il più delle volte hai la tendenza a utilizzare la stessa password per decine di diversi servizi, ho perché hai scelto una sequenza di caratteri penosamente banale.

Google è al corrente di questa debolezza intrinseca nel sistema password, e da qualche tempo sta lavorando a un sistema che consentirà di sbarazzarci per sempre dell'infinità di parole chiave e nomi utente che la nostra mente tanto fatica a custodire. In questi giorni, Eric Grosse, VP del settore security engineering di Google, e Mayank Upadhyay, un altro ingegnere Google specializzato in sicurezza, hanno finito di redigere un lungo e articolato studio che individua tutti i problemi connessi con l'uso di password, avanzando una soluzione a loro avviso ottimale: una chiave. O per essere più precisi: una chiavetta USB.

Invece di affidare la propria identità a coppie di username e password, Google sta dunque pensando alla possibilità di utilizzare una chiavetta USB compatta Yubico come lasciapassare per l'utilizzo dei suoi servizi. Basta che l'utente inserisca la propria chiavetta nel dispositivo connesso che sta utilizzando e, sfruttando una versione modificata del browser Chrome, e qualsiasi sito web potrà accedere alla cryptographic card integrata nella chiavetta per confermare l'identità dell'utente. Poiché non si verifica alcuna copia o produzione di dati, a detta dei due ingegneri di Mountain View, un sistema simile sarebbe sostanzialmente a prova di hacker.

La vulnerabilità del sistema password non è una novità, e diverse startup stanno lavorando da tempo a soluzioni come quella avanzata ora da Google (Pico è solo uno degli esempi), ma il problema si è imposto nel panorama hi-tech lo scorso agosto quando Matt Honan, collaboratore di Gizmodo e Wired, ha raccontato una storia che pareva incredibile: triangolando le informazioni reperite da Apple, Amazon e Gmail, un hacker era riuscito in solo quarto d'ora a impadronirsi di ogni suo account online, accedendo così a tutte le cloud su cui Honan aveva salvato preziosi documenti e fotografie.

Nel raccontare la vicenda, Honan approfittò per dare importanti consigli agli utenti su come evitare un simile disastro digitale, uno su tutti: attivare l'opzione 2-step-verification di Google , un sistema che fa sì che ogni volta che tenti di accedere a un servizio Google da un computer che non è il tuo, ti venga recapitato automaticamente un codice unico via SMS senza il quale sarà impossibile certificare a Google la tua identità.

Ma poiché anche questo sistema si è rivelato non essere totalmente a prova di hacker, Google sembra avere intenzione di cambiare completamente paradigma. Nello specifico, la chiavetta USB potrebbe essere solamente un supporto di transizione, Grosse e Upadhyay non esitano infatti a intravedere sviluppi fantasiosi come l'integrazione di questo sistema in gioielli e chiavi fisiche, o ipotesi più verosimili come l'integrazione negli smartphone.

Ancora non è dato sapere quando (e se) Google comincerà a introdurre questa novità. Nel frattempo, il mio consiglio è di coprirvi bene e proteggere il più possibile le vostre password