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La fibra di Enel sfida Telecom Italia

Mentre TIM parla quasi solo di tagli, la concorrenza lancia il piano per la banda ultralarga in 224 città.

Tutti, dai lavoratori che hanno dato vita all'iniziativa spontanea #savetelecom sino alle forze politiche di opposizione, chiedono al Governo più chiarezza sulle prospettive del tuttora maggiore gestore telefonico italiano, che da qualche giorno ha in Flavio Cattaneo il proprio AD.

La prima novità del nuovo regime, installato con il mandato di fare tagli per un miliardo di euro nel solo 2016, è stata il blocco totale delle trasferte del personale Telecom Italia anche nel caso di corsi di formazione e riconversione professionale.

L'obiettivo è infatti re-internalizzare una parte delle attività oggi in appalto, che sono indispensabili in un'azienda che ha accentrato l'attività in poche sedi (anche se Tim vuole sviluppare molto la formazione online).

Sembra di essere di fronte un serpente che si mangia la coda: se si vogliono evitare i tagli al personale bisogna riportare in Tim le lavorazioni oggi svolte esternamente, ma se si tagliano le spese di trasferta e di formazione non si possono svolgere queste attività . La conseguenza di tutto ciò, temuta dai sindacati, è il taglio di posti di lavoro, anche con un appesantimento degli attuali contratti di solidarietà.

Nel frattempo, con il supporto del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, è partito Enel Open Fiber, il piano di Enel per portare la banda ultralarga in 224 città e che ha al vertice ben due ex manager anziani di Telecom Italia:Tommaso Pompei, che passò a Wind quando questa ancora era sotto il controllo di Enel, e Stefano Paggi, già capo della rete di assistenza Telecom Italia.

C'è da chiedersi se questi manager, che certamente godono di pensioni elevate, dopo aver passato periodi di non grande successo in Tim potranno davvero risollevare le sorti delle telco italiane approdando a questa nuova azienda per la banda larga che ha già stipulato accordi di partnership con Wind e Vodafone.

Intanto a pagare l'investimento per la banda larga saranno quindi gli utenti di Enel i quali, nonostante il continuo calo del prezzo del petrolio, non hanno visto abbassarsi le tariffe dell'energia elettrica, cui anzi si è aggiunto il balzello del canone Rai.

La partita delle telco sembra insomma scorrere su binari sempre uguali, solo apparentemente nuovi: ci sono sempre gli stessi manager e gli stessi costi, senza contare che del piano ambizioso annunciato dal Governo non si capisce quanto sia propaganda pre-elettorale e quanto sarà fatto veramente, non solo nelle metropoli (dove i ricavi sono sicuri) ma anche nelle aree non metropolitane, dove pure vive la maggioranza delle piccole imprese italiane.

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